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giovedì 31 marzo 2016

JIO - Junior Italian Open - Una FESTA!














Ottimo lavoro anche quest'anno per Marco Baratti e il suo staff, artefici di un'altra bella edizione del campionato italiano junior di jiu jitsu IBJJF, con bambini e ragazzi di età variabile dai 4 ai 20 anni.
Noi di MatSide ci presentiamo con i bambini delle filiali di Cascina, Livorno e Versilia, con il sottoscritto, Valentina Lubrano, Gabriele Guidi e Giuseppe "Pino" Volo in veste di coach di oltre 30 bambini.
Portiamo a casa il primo posto a squadre con 6 ori, 5 argenti e 5 bronzi.
Tutti i piccoli bravi e disciplinati, accompagnati da supergenitori/tifosi.
Questo è lo spirito che voglio ci sia con i bambini....Non mi interessano le loro medaglie, ma la loro formazione ed in primis il loro SORRISO!!!

MatSide Rulez

martedì 7 ottobre 2014

Scrivere di Jiu Jitsu e FARE Jiu Jitsu

E' da un pò di tempo che non scrivo un articolo, come dire, "formativo" sul jiu jitsu....Questo perchè credo che il miglior modo di formare un atleta, un praticante ed un uomo sia attraverso l'esempio e il duro lavoro sulla materassina dell'accademia e della competizione.
Personalmente leggo molto volentieri blog di accademie che stimo e di cui stimo il maestro....(Il Blog di Milanimal è un luminoso esempio), cosi come guardo volentieri video didattici e di competizioni che si trovano ampiamente sul web, come fonte di ispirazione ed apertura mentale.
Detto ciò, sono sulla materassina dalle 6 alle 8 ore al giorno, per quella che è la mia attività di insegnante di Jiu Jitsu.
Purtroppo in giro ci sono "insegnanti" che passono più tempo al pc che in accademia, confondendo il FARE jiu jitsu, con lo SCRIVERE DI jiu jitsu......Ovviamente il loro curriculum è praticamente nullo, le loro competizioni si contano sulle dita di una mano e le loro vittorie esistono solo nei sogni ad occhi aperti di un consumatore abituale di LSD. Di solito in palestra fanno solo rolling perchè lo sparring è dei "bruti", si reputano in grado di insegnare "migliaia di drills" e tecniche solo perchè guardano con attenzione youtube, ma non sono in grado di dare all'allievo alcun consiglio riguardo la meccanica corporea sotto pressione, la gestione dell'ansia pregara, i principi azione reazione dovuti alla sensibilità propriocettiva acquisita in combattimento, la gestione della respirazione e della startegia per portare a casa un qualsivoglia risultato...In una parola il famoso "jiu jitsu invisibile" di cui si parla molto, per dirla con un termine da nerd da tastiera.
Allenarsi con certi personaggi, di solito poco stimati pure dai loro maestri, equivale a prendere la patente di guida con un istruttore che sa a memoria il libro dei quiz, ma non ha la licenza di guida!
Quando si cerca un istruttore per iniziare la propria pratica, specie se agonistica, è bene informarsi attentamente sul loro curriculum e di conseguenza sulla loro credibilità....La nostra disciplina è una disciplina pratica e si fa sul tatami con il sudore, la fatica, la lotta e il mettersi alla prova sotto pressione.....Diffidate di chi non si confronta e non si è mai confrontato, cosi come di chi si è confrontato poco e con pessimi risultati, perdipiù ritenendosi presuntuosamente in grado di fare lezioni di morale, stile e linee guida per un qualsivoglia lettore-praticante.

Always on the mat

venerdì 27 settembre 2013

Armour Fight Wear



La Armour Fight Wear è una neaonata azienda italiana  produttrice di abbigliamento per jiu jitsu, di stile sobrio ed elegante, con grafiche non aggressive. Ne consegue, a mio modo di vedere, la promozione dell'immagine giusta che il jiu jitsu deve avere, cioè quella di uno stile efficace e tecnico, senza alcun rimando ad alcuna "brutalità", se mi è consentito il termine. Niente draghi, Pit Bull o altri cani (di cui a sua volta viene data una immagine sbagliata) o simili. Solo un qualcosa di molto poco sopra le righe, tanto che quasi si fa fatica a riconoscere che siamo al cospetto di una azienda produttrice di abbigliamento per sport da combattimento.
Belle le T Shirt, sia per quanto riguarda il tessuto che per quanto riguarda la grafica. Comode la Rashguard, con ottima vestizione e resistenza a qualsiasi trazione, grazie all'ottima elasticità del tessuto di lycra.
Il prodotto più riuscito e fiore all'occhiella dell'azienda è comunque il kimono, realizzato nelle tonalità di blu-arancio e bianco-celeste. In entrambi i casi il secondo colore indica i bordi, il logo e le scritte.
Ci troviamo di fronte ad un prodotto studiato appositamente per le competizioni e gli standard IBJJF, con ottima vestibilità, resistenza (i pantaloni sono rigorosamente ripstop) alle trazioni e al lavaggio. Il tutto condito da una leggerezza invidiabile, utile per essere sempre nel limite della categoria di peso, e da baveri abbastanza spessi per un kimono "light".
Per concludere ottimo prodotto, ad un prezzo competitivo e con una grafica accattivante.
Voto 10.

sabato 8 giugno 2013

Venditori di scoop


Prendo spunto da un articolo del mio buon amico Max De Michelis, uno che l’informazione la fa davvero e sempre dopo essersi ampiamente documentato, riguardo alla notizia che riempie la cronaca nera di tutti I tg e carta stampata, da pochi giorni a questa parte: l’arresto del maestro spagnolo di Kung Fu Juan Carlos Aguilar, accusato di aver ucciso e seviziato diverse persone, tra cui una prostituta nigeriana nel suo dojo.
La notizia ha fatto il giro del mondo ed ovviamente i vari giornalisti si sono avvicendati in vari “servizi” uno più fazioso dell’altro, per accaparrarsi lo scoop. Questo è il giornalismo di oggi: non l’informarsi e dare una notizia in maniera documentata ed imparziale,  ma  creare il sensazionalismo anche a costo di fare sciacallaggio! La chiamano “Professionalità”!
Ecco che, trovandomi in albergo, accendo la tv (cosa che non faccio praticamente mai quando sono a casa) e capito su uno dei tanti TG di Studio Aperto (cosa che di solito faccio ancora meno, vista la “nota professionalita” dei loro giornalisti). Aguilar è definito immediatamente “Serial Killer” provato e soprattutto immediatamente associato al suo ruolo di “maestro di arti marziali”, come se ci fosse una relazione tra violenti e marzialisti. Viene definito con la solita dozzinalità “primo maestro di arti marziali occidentale” (che cazzo vuol dire???? Arti marziali ce ne sono 10000.....E’ come dire “primo meccanico dell’era moderna”.....Di che cosa? Bici, macchine da cucire, camion, auto, moto, caldaie...boh) e soprattutto uomo dai muscoli possenti....(se vedevano George St Pierre o Vitor Belfort cosa avrebbero detto????).
Il personaggio in questione (che decideranno i giudici se colpevole o meno), sempre per la precisione, era presente sulle pagine di Budo International assiduamente verso la fine degli anni novanta, quindi aveva già avuto ampiamente contatto con un giornalismo che mercifica ogni cosa, dalla notorietà alla reputazione, che ti chiede soldi in cambio di un articolo e di video promozionali di cui la redazione  ( e solo lei) incassa i proventi di eventuali vendite.....Capito????? Non un giornalista che viene a conoscenza delle tue imprese e ti chiama per un intervista, ma il concetto completamente rovesciato....Tu chiami il giornale e paghi perchè ti facciano l'intervista e ti filmino nei tuoi video didattici che poi loro venderanno (e tu non vedrai un centesimo).
Aguilar appariva con “lance” puntate in gola, posizioni di “guardie animalesche” improbabili, fuoco alle spalle e molto altro.....Ma mai in un combattimento che potesse definirsi tale.....Una delle tante operazioni di marketing con l’aura di invincibilità alle spalle, creata anche da questi giornalisti, chiamati non a torto da qualcuno “pennivendoli”, che al momento opportuno si accaniscono su ciò che loro stessi hanno a suo tempo promosso, in cambio di soldi.
Il giornalismo è questo oggi cari miei, un mestiere di venditore di articoli, piuttosto che una persona informata sui fatti che scrive una notizia per informare.

Meditate gente, meditate!

venerdì 22 febbraio 2013

Viaggi e Jiu Jitsu

Le sensazioni che ci passano per la testa quando mettiamo su il kimono non sono facilmente descrivibili, ne abbiamo parlato ampiamente, ma credo che il modo migliore per sentirne il sapore sia viverle, magari a contatto di quelli che sono i compagni di allenamento e molto spesso pure gli amici più veri.
Le sensazioni che si provano prima di fare jiu jitsu, prima di una competizione, di un seminario o più semplicemente di un allenamento normale, sono state invece descritte meno spesso.
Cosa ci porta a prendere l'aereo, il treno o l'auto per fare trasferte anche di molte ore, credo sia riconducibile a ciò che abbiamo dentro al cuore. quel groviglio di sensazioni come la ricerca, la curiosità, la voglia di fare esperienza e, perchè no, la voglia di stare anche solamente un poco, soli con noi stessi, contornati da fratelli.
Quando mi ritrovo in viaggio, da solo o con i compagni di squadra, riesco sempre a ritagliare un momento intimo con me stesso dei più profondi.....ripercorro il mio viaggio personale, ciò che mi ha portato fin li...Penso a cosa mi riserverà il futuro e cosa mi sta riservando il presente, sentendo alle mie spalle una piacevole sensazione di pienezza che ben poche altre cose mi hanno dato nella vita. Le belle persone, le brutte persone, le competizioni, la nascita del mio team, le vittorie, le sconfitte, la nazionale, le tante città visitate, le sensazioni degli inizi difficili sempre bene in mente, la consapevolezza di quanto sia più facile fare jiu jitsu per i ragazzi che iniziano oggi, di come la nostra arte marziale si sia evoluta o involuta e cosa ancora di buono posso trasmettere ai miei ragazzi nella maniera migliore: con l'esempio.

Questo piccolo post introspettivo è per voi AMICI....Per come ancora credete in me, per come mi avete supportato nei momenti difficili, per come vi aiutate l'un l'altro secondo un codice noto solo ai combattenti e che spero di avervi trasmesso nel modo che più meritate.

OSS

martedì 2 ottobre 2012

Riflessione

Salve a tutti!

Come molti di voi già sanno, uno dei miei migliori allievi, il più giovane, Valerio Mori Ubaldini, ha deciso di lasciare il Rio Grappling Club per intraprendere un suo percorso personale che lo porterà a trasferirsi a Nottingham ed allenarsi con Victor Estima, sponda Gracie Barra.
Non sono molto abituato a scrivere di atleti che lasciano volutamente il team....E' la prima volta che mi capita ed ho voluto aspettare qualche giorno, per scrivere a mente fredda.
Valerio è tra gli atleti più dotati che ho avuto la fortuna di allenare, una spugna nell'apprendimento, una coordinazione molto spiccata, sviluppata sul tatami fin da piccolo ed una mentalità per molti aspetti già da atleta adulto. Queste cose le ho sempre pensate e non starò qua a fare la figura di certi maestri che finchè l'allievo è con loro è il più bravo del mondo e quando se ne va, diventa una schiappa.
Sicuramente Victor Estima la pensa come me, visto che ha offerto al ragazzo praticamente il meglio che si possa trovare in fatto di benefit e sponsorizzazioni per competere.
Che dire fratellino....Come ti ho già detto in privato, insegui il tuo sogno...Cerca di vivere sempre senza rimpianto alcuno, ma soprattutto cerca di curare anche la tua formazione di uomo...Le medaglie ad un certo punto della vita, si mettono in bacheca....
Ti ringrazio delle belle parole, il fatto che mi considererai sempre il tuo maestro mi lusinga....Cosi come il fatto di averti trasmesso questa passione farà si, come ti ho detto, che se un giorno ti vedrò sul gradino più alto al mondiale cinture nere, io esulti per te.
Lo dicevo al momento che allievi di altre accademie si sono presentati alla mia per iscriversi....E lo ripeto adesso....Un allievo deve seguire la strada che lui considera migliore, accettando nella sua scelta di uomo i vantaggi e gli svantaggi, con responsabilità. Al momento che non considera più la sua scuola come la migliore, è giusto che vada....
Meglio un allievo che se ne va, di uno che rimane scontento!

P.S Per il solito viscido rettile strisciante che mette "mi piace" sulla bacheca di Valerio in FB, sperando di farmi rabbia, provo solo compassione....Queste sono le sue presunte rivalse, visto che non può averne, ne mai ne ha avute, sul tatami!

martedì 21 agosto 2012

Riflessioni di fine estate....


“…ma il tempo il tempo chi me lo rende
chi mi da'indietro quelle stagioni
di vetro e sabbia chi mi riprende
la rabbia il gesto donne e canzoni
gli amici persi i libri mangiati
la gioia piana degli appetiti
l'arsura sana degli assetati
la fede cieca in poveri miti.
Come vedi tutto e'usuale
solo che il tempo stringe la borsa
e c'e'il sospetto che sia triviale
l'affanno e l'ansimo dopo una corsa
l'ansia volgare del giorno dopo
la fine triste della partita
il lento scorrere senza uno scopo
di questa cosa...che chiami...vita...”





Lettera 

F.Guccini




Non è mia abitudine, da sempre, scrivere in maniera retorica per ricordare qualcuno….
Questo pezzo non vuole fare eccezione….E’ solamente una riflessione sul mio cammino, su quello di coloro che lo hanno incrociato e su quella cosa bella,  fugace, allegra e triste che è la vita.
Un cammino iniziato a metà anni novanta, che mi ha portato in giro per il mondo, a conoscere belle persone e persone che di bello non hanno niente. A vivere una miriade di esperienze comunque formative in un periodo in cui il jiu jitsu in Italia si respirava solamente.
Adesso che il movimento è forte anche da noi, spesso mi trovo a voltarmi indietro e a pensare a chi questa meraviglia non ha fatto in tempo a vederla, pur avendo dato un contributo enorme affinchè venisse realizzata. A chi l’ha vissuta parallelamente ad altre esperienze negative, e non ha avuto la forza….di essere più forte. A chi la stava vivendo e la sorte gliel’ha tolta sul più bello.

Pensi, forse troppo, ti rattristi, hai voglia di imprecare, vorresti che fossero altre le persone a partire e subito pensi che non è giusto, ti senti un fortunato ad esserci ancora.

Per Roberto, Samuele, Fabio, Carlos e Marco che troppo presto se ne sono andati….

Per Alessandro, perché lotti con tutto se stesso in questo momento più che mai….


Bernardo

domenica 13 maggio 2012

Two weeks thoughts

"Partire è un pò morire", recita un vecchio detto....Se così fosse avrei certamente bisogno di infinite vite, come un gioco arcade truccato. Mentre mi ritrovo in partenza per l'ennesimo viaggio, destinazione Roma, questa volta senza compagni di viaggio, ho più tempo per pensare ed essere in intimità con me stesso. Ogni tanto è inspiegabilmente bello sentire il silenzio intorno e colmarlo col rumore dei propri pensieri. Ecco salirti in testa i ricordi dell'infanzia, le emozioni che provavi allora che, riviste con lo stato d'animo di adesso, ti fanno un pò sorridere e un pò rimpiangere quella disincantata innocenza. Pensi che mai e poi mai avresti per te immaginato il percorso fatto fino ad adesso, che se te lo avessero prospettato non ci avresti creduto e che sicuramente la vita ti riserberà ancora delle sorprese, belle e brutte che siano. Immagini gli amici persi e ritrovati, le persone che hanno significato per te qualcosa e che hanno contribuito a fare di te la persona che sei adesso. Quelli di cui hai imparato a fidarti, quelli di cui hai imparato a difenderti, comunque tutti da cui hai imparato qualcosa. Arrivi via via al presente, pensi a cosa saresti stato senza il Jiu Jitsu e senza mai esserti misurato con nessuno e neanche con te stesso. Ripercorri le vittorie, le sconfitte, i successi e le delusioni, sapendo che lo devi a tutto ciò se hai imparato ad uscire più forte anche da queste ultime. Sai che sei in viaggio per te stesso, ciò in cui credi e soprattutto i tuoi ragazzi, quelli che ripongono in te la loro fiducia come esempio e come insegnante. Sai che non vorrai mai fare niente che li deluderà e che probabilmente non sempre ci riuscirai. Sai che loro sono li perchè vogliono fare il tuo stesso percorso. Sai che si aspettano di diventare uomini migliori attraverso quella via.

La competizione c'è stata adesso....Il 1° campionato italiano Fila di BJJ è appena terminato e il RGC ha dominato la categoria femminile in toto, con Martina Baraccani, che vince categoria e assoluto ed entra in nazionale insieme a Matteone Calamandrei,oro nella categoria 100 kg, battendo l'inossidabile amico di tante battaglie: Lamberto Raffi. Alex Orso e Annalisa Ovi, scuola Alessio "Basetta" Rimella RGC Parma, conquistano altri 2 ori pesanti e mettono l'ennesima grande prestazione sotto gli occhi di tutti. I miei ragazzi di Livorno portano a casa 2 ori e 2 argenti. Ivo "Fascina rossa" De Iturbe vince di misura 2 lotte, da pitbull qual'è e dedica il suo oro al momento importantissimo che sta vivendo la sua vita adesso. Simone "Moletto" Serra vince 4 lotte e continua a sorprendermi ogni volta che lo vedo sul tatami, per progressi tecnici e spirito indomabile, che vinca o che perda. Valerio "Merz" Mori Ubaldini parte male, perde la prima lotta e vince le altre 3. Lui sa quanto io e tutti i compagni crediamo in lui e nelle sue infinite possibilità. Ivano "Sbirro" Lotito vince 3 lotte e perde la 4° in finale con Simone, mostrando progressi anche dalla guardia.

Un'altra settimana passa e un'altra competizione è alle spalle. Il BJJ open di Roma organizzato da Federico Tisi e Dario Bacci, con la presnza di Jean Jaques Machado a fare da cornice. Sono qua per Valerio in primis, ma anche per arbitrare come la settimana passata e per incontare i ragazzi del mio sponsor: la Grips!
Manuel e Luca si dimostrano professionali e molto disponibili, mi sommergono di vestiario e parliamo un pò della distribuzione del marchio all'interno del gruppo RGC.
Mentre sono li penso ancora un pò nella poca intimità che trovo.
Il mio piccolo Diego e la mia dolce Liza mi stanno aspettando nella nostra nuova casa che con fatica abbiamo acquistato. Penso alla tranquillità del luogo, un piccolo angolo di paradiso che dona serenità a chi sa apprezzarne profumi e colori e a cui non vedo l'ora di fare ritorno.
Valerio è bronzo stavolta, si arrende ai punti solo ad un fortissimo atleta polacco.
Dominiamo ancora la categoria femminile, con la solita Ovi Annalisa, Daniela "Donna in catene" Franco da Molfetta e la bravissima Monica Fuschini. E' un occasione per me per salutare ed abbracciare la grande Caterina Bettin, in partenza per il Canada, sponda Renzo Gracie academy....Veramente una donna d'altri tempi.
Alex Orso è di nuovo oro....Quel ragazzo è davvero inarrestabile.
2 settimane volano così....Mi lasciano stremato ed arricchito dentro come sempre. Grazie a tutti voi ragazzi!
Il 20 prox ci sarà la terza edizione della RG Cup a Livorno, poi via verso la 2 giorni di seminario a Molfetta e Modugno, fino al raduno di Parma del 3 Giugno. Poi Bruxelles come coach della nazionale di BJJ Fila....
Sarò in compagnia di 3 atleti RGC: Matteone Calamandrei, Martina Baraccani e Andrea Lavaggi.

Oss

sabato 24 marzo 2012

Tema

TEMA: "IL MIO MAESTRO "

"Il mio Maestro è uno che ogni 4 del mese mi guarda strano se non ho portato i dindi in segreteria ; il Mio Maestro vuole che mi compri la tutina con la scritta della scuola, la magliettina con la scritta della scuola, la borsa con la scritta della scuola dopo circa 10 giorni che mi sono iscritto e che lui è diventato il mio Maestro ; il mio Maestro NON vuole che si parli di altre arti marziali perchè sono tutte brutte e cattive e anche un poco finocchie tranne la nostra ; il mio Maestro vuole che ogni 3 mesi facciamo un esamino che costa 50 euri+25 di cintura nuova e 55 di tutina nuova, perchè quella vecchia si è strappata dopo averla lavata in lavatrice... anche se io sono iscritto da 5 giorni ; il Mio maestro è esperto di tutto, di astrologia, fisica, alchimia, geografia, politica, religione, televisione, biliardino, magia e mignottone, proprio perchè è un Maestro ; il mio Maestro se mi colpisce è fortissimo, se lo colpisco io sono "stronzo...e sarebbe meglio che lasciassi questo corso"... ; il mio Maestro una volta ha fatto questo e quello e poi addirittura quell'altro, però io non c'ero, però me l'ha detto uno che però non c'era manco lui ; il mio Maestro non vuole che gli chiedi del passato perchè un vero Maestro "vive nel presente", e quindi se gli chiedi "Maestro chi era il tuo Maestro?" hai capito poco di cosa è un VERO Maestro ; il mio Maestro parla una strana lingua italo-giappo-cinese tipo "tu dare puni lui, lui dare puni te", per rispetto al suo Maestro che era giappo-cinese mentre lui è di tor bellamonaca(ridente quartiere della Capitale) ; il mio Maestro mi chiama sempre "..coso.." o "..ehm...mario?...franco?" perchè dice che non importa il nome ma solo l'essenza di un "allievo" ; il mio Maestro ha vissuto 26 anni in Tibet, anche se ha 25 anni, e ha sconfitto da solo una triade, mentre calcava un'aquila....bendato ; il mio Maestro quando me ne vado per la mia strada dice che "lui mi ha cacciato" ; il mio Maestro oggi mi insegna una cosa in un modo, domani mi insegna la stessa cosa in un altro modo perchè non se la ...perchè non c'è limite all'approfondimento, anche se poi l'indomani quando la faccio come mi ha insegnato mi dice "chi ti ha detto di fare così?" ; il mio Maestro da bambino è stato allevato da un Ninja segretissimo, che può vedere solo lui e infatti noi non lo possiamo vedere, però lui lo contatta telepaticamente anche quando è lontano, proprio perchè sono entrambi Maestri e queste cose accadono quando si è Maestri ; il mio Maestro mi dà tanti dan se gli dò tanti dindi, ma però me li toglie se non vado agli stage, però me li ridà se gli vendo tanti dvd ; il mio MAESTRO è un Maestro ma domani va in un'altra associazione dove è più Maestro di prima pur essendo lo stesso Maestro ; il mio Maestro insegna di più alle "allieve" che agli "allievi", infatti a loro insegna la segretissima "lotta a terra e difesa corpo a corpo femminile", e dice infatti che è bello essere Maestri ; il mio Maestro mi dice sempre che bisogna abbattere l'ego, me lo dice sopratutto mentre gli lavo il bagno, gli lucido la porsche, gli butto la spazzatura, gli riparo un piede del trono in legno dorato che si è fatto costruire (da me) ....LUI è il MIO MAESTRO"

"coso"...mario...franco", DISCEPOLO del MAESTRO da 25 anni

giovedì 29 dicembre 2011

Anzianità di cintura = Valore????



Quante volte, nella vostra vita di atleti, avete dovuto confrontarvi con "non atleti", che si sentono superiori a voi in quanto indossano una cintura di grado più elevato? O personaggi, con la stessa boria malcelata, che fanno altrettanto....magari perchè hanno preso la nera della loro arte marziale tradizionale prima della vostra nera di BJJ?
Sicuramente sarà capitato a tutti di sentire frasi del tipo: "quando tu iniziavi io ero già cintura nera di Ju Jitsu tradizionale" o di vedersi arrivare in palestra qualcuno che, cintura nera di karate, ju jitsu o altro alla mano, chiedeva che gli venisse confermato il grado anche in BJJ.
Fortunatamente, certi figuri, alla prima sessione di sparring vengono ridimensionati ampiamente e se ne vanno con la coda fra le gambe, evitando magari in futuro qualsiasi altro confronto, criticando però ciò che hanno provato a fare senza successo.
Quello che conta, non mi stancherò mai di ripeterlo, è la prova tatami-ring-gabbia.....Il resto, sono solo panzoni che si legano a malapena sul davanti una cintura ormai troppo corta, o minorati fisici costretti agli steroidi per apparire "fisicamente normali".
L'arte marziale è COMBATTIMENTO...Non dimostrazioni fantasiose, simulando robot o cosplays.....
Quanti di voi si farebbero insegnare a combattere dal maestro del video col kimono nero? Sicuramente indossa la sua cintura nera da molto prima dell'altro ed ha dimostrato un potere fuori dal normale nella demo precedente.....:)
Il Jiu Jitsu si fa col sudore, l'impegno, il sacrificio e l'umiltà.....Ma soprattutto, direi, con l'intelligenza.....Chiunque può farlo, a patto che lasci l'ego al di fuori della porta della palestra e si metta umilmente in discussione, prendendole, ammaccandosi e durando fatica all'inizio.....Vedendo ripagati i suoi sacrifici in seguito, quando gradualmente appurerà i miglioramenti.

Questo il mio pensiero di fine anno, per un prolifico 2012 a tutti i praticanti seri!

Oss

domenica 4 settembre 2011

Jiu Jitsu spirit on the beach



La scorsa settimana sono stato ospite per una splendida giornata di mare, del mio amico ed allievo Claudio Bianchini, in quel di Quercianella, dove la moglie gestisce una scuola di vela.
Conoscere Claudio è stata probabilmente una delle cose migliori che mi sia capitata attraverso il Jiu Jitsu. Una persona in pace con se stesso e col mondo. Di una positività coinvolgente e di una serenità invidiabile. Già maestro di judo e ginnastica artistica e classica, oltre che cintura blu di BJJ, diplomato ISEF e vera enciclopedia vivente della motilità del corpo umano.
Ho avuto il piacere di osservare la premiazione di una piccola regata per bambini, con un rinfresco ed una festa finale piena di leccornie e bambini urlanti. Ci sono stati premi per tutti i partecipanti che si sono impegnati, a testimonianza del fatto che il solo averci provato è una vittoria, con premi un pò più sostanziosi per i vincitori, perchè è giusto che venga riconosciuto chi ha raggiunto nella prova il risultato migliore. In una parola, un ambiente formativo, dove non viene premiato lo spirito di protagonismo, ma lo spirito di squadra, dove il più bravo aiuta il meno bravo e dove tutti si impegnano e si misurano, imparando che non provarci neanche per il solo timore di perdere non porta a niente, meno che mai al rispetto.
Ciliegina sulla torta, la conoscenza di Guglielmo, il figlio di 7 anni di Claudio....
Se c'è qualche mamma che legge...Guardi il video e ci pensi 2 volte prima di mandare il figlio a fare calcio!

lunedì 8 agosto 2011

A ruota libera

In una sera come tante, dopo una giornata di mare e relax, dopo la doccia e la cena, mi siedo sul divano e faccio una cosa per me inconsueta. Accendo la TV.
L'orrore ha inizio! Alle varie immancabili news sui calciatori miliardari di turno che minacciano lo sciopero (!) si aggiungono quelle sulla guerra in Afghanistan, dove alcuni poveri "portatori di pace" italiani sono stati feriti da un ordigno....Evidentemente non avevano ascoltato il "protagonista" di un'altra importantissima news del TG, papa Benedetto XVI, che ammoniva ad una vita di perdono, pace, umiltà ed aiuto dei più miserevoli, brandendo le sue mani colme di sfarzosi anelli di oro massiccio e pietre preziose.
Deliziato come sempre dal panorama, decido di optare per un più "innocuo" dvd...E la scelta cade su un film che già conosco, ma che decido di riguardare con Liza in lingua originale, convinto che apprezzi il messaggio. Il film è "The book of Eli" (Codice genesi in italiano).
Secondo il mio parere è da vedere....E' un bel mix di azione e significato profondo, con denuncia al potere ecclesiastico e al controllo delle coscienze basato sulla paura e l'ignoranza dei fedeli.
Alla fine come sempre dopo un bel film, io e Liza parliamo. Lei mi dice che nonostante alcune scene di violenza (lei è sostenitrice dell'ideologia "peace and love"...eheh) ha molto apprezzato il film. Io come sempre rimarco quanto stupida è l'ideologia del potere ad ogni costo e della crescita infinita e sconsiderata...Lei mi dice una cosa che mi lascia prima perplesso e poi mi apre un mondo.
Essere focalizzati sulla negatività crea solo negatività. In poche parole sottolineare quanto chiesa e governi siano orientati al controllo e alla lobotomizzazione delle persone da' a questi organismi solo più potere. Occorre concentrarsi sul nostro ruolo per migliorare in piccola parte questo mondo, ognuno dando il proprio piccolo contributo.
Cosa c'entra tutto questo col Jiu Jitsu?
Bhe, quello è il mio piccolo ruolo per migliorare un pò questo mondo e creare persone un pò migliori....

Ogni sera quando sono sul tappeto e qualcuno dei miei ragazzi è li con me a condividere sudore e a formarsi fisicamente e moralmente mi sento felice...Felice di aver strappato un altro ragazzo alla TV, felice di avergli dato un'alternativa mille volte più formativa del maledetto calcio, felice di averlo strappato al bar sotto casa e alle sue slot machines.....
E scusate se è poco!

domenica 24 luglio 2011

Il BJJ NON E' (solo) lotta a terra


Quante volte si sente dire: "Si, faccio Jiu Jitsu brasiliano perchè cosi miglioro la mia lotta a terra"....Oppure: "Integro il mio Jiu Jitsu tradizionale con la lotta a terra, per questo studio il BJJ...Per essere completo!!!!" e ancora: "Il BJJ studia la lotta a terra.." e via dicendo...Sempre paragonando la nostra amata arte maziale al solo combattimento al suolo.
Personalmente quando sento questi discorsi perdo un pò della mia indulgenza, nonchè pazienza e tolleranza.

Il BJJ è un sistema di combattimento dove arrivare a terra è la conclusione più intelligente e vantaggiosa per vari motivi. Ma si parte in piedi!
Si porta l'avversario al suolo perchè è il posto migliore dove poterlo controllare e renderlo inefficace se è più pesante, capace e migliore di noi nei colpi, fisicamente più forte, migliore nella lotta in piedi.
Nel BJJ non è necessario stare sopra per essere efficaci (si può controllare ed attaccare un wrestler dalla guardia) ne' saper colpire come Oscar De La Hoya o Ernesto Hoost. Occorre evitare di essere colpiti e chiudere la distanza.
Portare a terra è quindi una filosofia dell'efficacia improntata sul fatto che colpire, magari male, possono farlo un pò tutti, sapersi muovere al suolo ed essere afficaci o lo sai fare oppure soccombi in pochi secondi...Ciò è stato ampiamente dimostrato nei combattimenti a 360°....Le famose e tanto di moda MMA che tutti oggi insegnano, qualificati (i meno) e incapaci (i più).
Possiamo dire che intercettare il pugno e fare una leva in piedi oppure mettere ko l'avversario con i pugni a catena siano una filosofia altrettanto empiricamente dimostrata? In 20 anni di pratica agonistica sto ancora aspettando che qualcuno me lo dimostri.....

Che poi un atleta con un BJJ da 10 e lode sia inferiore ad un atleta con un BJJ da 10 e lode ed uno striking da 10 e lode è un altra storia....E va valutata in base a quante ore di allenamento occorrerebbero per avere un BJJ ed uno striking di quel livello...Magari aggiunto anche ad un wrestling....di quel livello!

domenica 10 luglio 2011

Un piccolo monito


Riporto molto volentieri, visti i tempi.....un piccolo articolo apparso su FB grazie ad Ivan Gazzoli, allievo del mio amico Alessandro Federico.

Nella nostra città è argomento quanto mai attuale, visto il fiorire di corsi di pseudo-BJJ chiamati magari con altri nomi per prendere in giro qualche sventurato e poco attento novizio.

Diffidate dai super maestri che insegnano 8000 discipline insieme....Che hanno calcato l'area di combattimento 2 volte in vita loro, che fisicamente fanno ridere perchè sono obesi o magrissimi in origine (e steroidati dopo)....Chiedetegli un curriculum verificabile...Non ascoltate le loro parole...Valutate i loro numeri....Se volete imparare a nuotare non dovete andare in un prato....Ma in una piscina.


ATTENZIONE!!! DIVULGATE IL PENSIERO!! NON CHIUDIAMO GLI OCCHI!

BRASILIAN JIU JITSU LIFESTYLE!! SEMPRE AVANTI!

Marcel Leteri Sasso Io non so più cosa pensare, spero solo che un giovane che faccia un”Arte marziale” del genere non pensi che sia davvero pronto per affrontare una situazione di rischio.

Ma devo essere sincero, sono preoccupato anche con nostro BJJ in Italia…... Ci sono delle federazioni italiane che supportano dei personaggi che vanno in giro e dicono di essere cinture nere di alto grado e non sano neanche cos’è un mata Leao.

Ormai siamo la Resistenza e non possiamo molare mai

Danko Gracie Udine Bjj Per proteggere il nostro Bjj, facciamo parlare i fatti!! Il Maestro Federico è un'esempio in questo. Scrive e dice quello che pensa, lascia la sua scuola a disposizione per chiunque volesse testare le proprie qualità (in combattimento), è c...ircondato da gente che tranquillamente fà un video per confermare le qualità del lavoro fatto. Uniamoci a lui! Non teniamo la bocca chiusa..e quando qualche mentecatto, apre una palestrina, dicendo di fare Bjj, MMA... Facciamo la macchinata tra amici, andiamo a trovarli e facciamo una lezione prova!! I fatti ragazzi, ci vogliono i fatti! Io inizio la propaganda:

Danko Gracie Udine Bjj "Attenzione!! Stanno nascendo scuole che per non affondare, mettono nella loro barca di arti marziali tradizionali , tecniche di Bjj! Diffidate dalle imitazioni! Il brasilian jiu jitsu, si distingue per la sensibilità, la forma, la tecnica... che il lottatore raggiunge dopo anni di pratica. Difficilmente troverete persone obese nel Bjj, difficilmente troverete Maestri di Bjj che si tirano in dietro davanti ad uno sparring o ad una sfida. Se alla fine di un'allenamento di Bjj, non siete in un pozza di sudore, Maestro compreso!!!! Cambiate scuola! Se non avete fatto un buon lavoro, difficilmente nel Bjj troverete maestri che vi passato di livello sulla cintura.. Se avete delle domande, nel Bjj, il vostro Maestro non si troverà mai in difficoltà nel darvi una risposta.. Questa arte meravigliosa è semplice e reale. Qualcuno la vuole catalogare come mera lotta a terra (la migliore tra l'altro), invece vi dico di no..si parte in piedi... Ma se la realtà dei fatti è..che per fermare un aggressore lo devo per forza portare a terra o dopo un colpo ci finirà inevitabilmente...è normale che mi allenerò la dove il combattimento continua!! Ivan Gazzoli - Gracie Jiu Jitsu udine (allievo diretto del Maestro Federico Alessandro).

gracieudine.1980@yahoo.it

sabato 21 maggio 2011

RGC Italia

Che cosa significa essere un membro del Rio Grappling Club Italia?
Mi interrogo continuamente sul significato di questo epiteto che ogni ragazzo del nostro team può andar fiero di possedere.
Al di là del significato reconditamente anatomico della parola "membro", tanto caro a ragazzi come Andrea "Battistacca" Lavaggi e Vanni "Uomo in catene" Altomare, che rivendicherebbero orgogliosamente l'appartenenza ad una cerchia di cui "il membro" è il simbolo principe, vorrei invece soffermarmi sul significato più generico del vocabolo.
Essere un membro del RGC significa condividere per scelta e non per imposizione un codice non scritto di regole comportamentali che hanno il gruppo come entità prima. Appartenervi significa letteralmente gioire e piangere coi compagni, aiutarli, spronarli, essere loro di esempio, prenderli ad esempio, mettersi in discussione con loro e crescere insieme a loro.
Non stupisce che dall'esterno il nostro gruppo sia visto come molto unito. Chi ne è entrato a far parte, durante il corso degli anni, si è dimostrato una persona che in un certo senso ne ha sempre fatto parte...Che aveva già dentro di se quella filosofia, o che comunque l'ha subito sposata.
Non siamo un gruppo elitario, solo un gruppo che racchiude in se gente simile, con gli stessi valori e che intende il fare Jiu Jitsu nella stessa maniera.
La gerarchia non è regola imposta, ma scelta. Il costruire uomini ad atleti allo stesso tempo è il target primario. Costruire la persona fa parte della ricerca interiore di ognuno. Andare in giro a testa alta, pronti a rispettare chi lo merita è il nostro orgoglio.
Posto una piccola intervista fatta dall'amico Manolo di Grappling Italia al nostro Valerio "Merz" Mori Ubaldini, dopo la vittoria di Biella.
Al di là della qualità dell'audio, davvero pessima, vorrei vi soffermaste su cosa Valerio sottolinea come requisiti fondamentali per i passaggi di grado nel team RGC.

mercoledì 16 marzo 2011

Ambiente selettivo e non...

L'importanza dell'"ambiente", nella concezione di una scuola, è quanto di più fondamentale si possa considerare. Dove una scuola ha la sua sede, gli spazi che questa offre e, non ultima, la rata che i soci hanno da pagare per frequentare le lezioni diventano parametri da tenere in debito conto una volta che si sceglie l'"ambiente" dove lavorare.
Personalmente, avendo insegnato in diverse palestre, posso dire, previa esperienza, che l'ambiente migliore per una scuola di Jiu Jitsu è un ambiente dove si respira una filosofia simile a quella della nostra amata disciplina. Va da se che l'ambiente orientato al profitto, vale a dire i centri fitness multidisciplina, con bar, centri benessere etc, sono da scartare a priori. Là dentro infatti difficilmente si troverà spazio sufficiente per l'allenamento degli agonisti (le ore sono sempre incastrate al massimo e il tatami libero si troverà molto difficilmente extra corso) o per girare dal tatami alla sala pesi madidi di sudore (la logica di questi centri infatti considera ciò di scarso appeal per il cliente cosiddetto "medio" e per l'ambiente asettico che si vuole ricreare).
Scarterei anche i dojo con sola materassina all'interno, almeno se si considera tale centro come la sede primaria dell'accademia e l'attività agonistica come una parte peculiare dello sport. La preparazione atletica è infatti fondamentale per l'atleta che fa competizioni ed anche un giusto compendio per l'amatore assiduo. Va da se che non si può sempre sopperire alla mancanza di bilancieri e manubri con kettlebells o con l'allenamento a corpo libero.
La struttura ideale sarà quindi quella con i giusti spazi (materassina, sala pesi e ring in primis) ed anche con qualche giusto optional che non guasta mai, come la sauna e una bilancia professionale.
Le altre discipline all'interno poi, è meglio se sono di stessa derivazione della nostra, arte lottatoria o sport da combattimento che sia. Ciò per crescere in ambiente formativo dove si possa anche integrare il nostro Jiu Jitsu con Judo o Lotta, per essere il più completi possibile (attenzione però alle invidie fra stili...Non dovranno mai esserci od essere limitate al minimo).
Come ultima cosa lascerei fuori dalla scuola la politica, (perchè divide e basta) nonchè i "bei culi", inteso come ragazze ancheggianti in abiti succinti...Al limite assicuratevi che dal tatami non si intaveda la loro stanza, onde evitare fuoriuscite di spalle e denti rotti :-).
Con queste premesse, l'evoluzione della scuola sarà la naturale derivazione e si creerà il tutto in poco tempo, con nuovi iscritti, amatori ed agonisti ognuno col proprio spazio e beneficio, visitatori dall'esterno sempre ben accetti..etc etc.
L'ambiente inoltre coagulerà fuori da solo personaggi oltre misura. Gli spacconi si ridimensioneranno, non trovando terreno fertile e venendo riportati alla realtà al primo confronto, i codardi si metteranno in gioco e torneranno da dove sono venuti (anche se hanno passato anni ad infamare quel posto), dopo aver provato a sopperire con le chiacchere, poi dicendo che non si sentono di dover dimostrare niente ed infine con gli steroidi, per rincorrere il sogno di apparire finalmente dei combattenti, almeno nell'aspetto.

Buon Popeye a tutti!

mercoledì 23 febbraio 2011

La trazione cervicale


Ho recentemente scoperto, grazie al contributo della mia compagna, i benefici di questa pratica, oserei dire "miracolosa" nel mio caso. I risultati li ho apprezzati sin dalla prima seduta e per chi come me risente molto di problemi alla cervicale post allenamento (il collo è la parte mia più dolorante dopo un allenamento intenso di Jiu Jitsu, grappling o lotta libera) rappresenta un vero e proprio toccasana.
Ecco a voi spiegata nel dettaglio la tecnica e l'azione di questa pratica:

Le trazioni cervicali vengono comunemente impiegate per il trattamento delle cervicalgie e delle cervicobrachialgie di origine meccanica.

Apparecchiatura

Le trazioni cervicali vengono praticate manualmente oppure tramite apparecchiature più o meno complesse.

1) Trazione manuale

La trazione manuale viene realizzata dal fisiatra applicando una mano sulla nuca e l'altra sul mento del paziente ed esercitando una trazione progressiva. La trazione viene mantenuta per pochi secondi.

Questa tecnica viene utilizzata come test diagnostico e come guida alla prescrizione fisioterapica: l'accentuazione o la comparsa di dolore durante la manovra costituisce una controindicazione all'uso delle trazioni meccaniche.

2) Trazioni meccaniche

La trazione viene praticata attraverso una mentoniera, che è azionata da congegni elettrici ed idraulici; questi congegni consentono una precisa regolazione della forza applicata.

Su tale principio sono costruite delle poltrone e dei lettini speciali.

Le trazioni cervicali possono essere effettuate anche con congegni meno complessi, costituiti da un sistema di carrucole attaccate ad un braccio sporgente dalla parete.

Sulle carrucole si fa scorrere una fune inestensibile, alle cui estremità sono fissate da una parte la mentoniera e dall'altra un sacchetto contenente i pesi.

Effetti biologici

La forza traente agendo secondo l'asse longitudinale del rachide provoca l'allontanamento dei corpi vertebrali, l'ampliamento dei forami di coniugazione e il rilassamento muscolare. Queste modificazioni sono prevalenti a livello del tratto inferiore del rachide cervicale e l'effetto è massimo a livello di C5-C6.

1) Allargamento dello spazio intervertebrale

Le trazioni, distraendo le strutture muscolari e legamentose, allontanano i corpi vertebrali e allargano lo spazio intervertebrale di 1-2 mm.

Gli studi, effettuati da Judovich in soggetti sottoposti a trazioni cervicali progressivamente crescenti, hanno dimostrato che sono necessari pesi superiori a 9 kg. per provocare l'allontanamento dei corpi vertebrali.

2) Ampliamento deiforami di coniugazione

Le trazioni, allontanando i corpi vertebrali, determinano l'ampliamento dei forami di coniugazione.

Alcune esperienze hanno dimostrato che con trazioni cervicali di 12 kg. è possibile allargare di circa il 20% i forami di coniugazione.

L'allargamento dei forami di coniugazione è maggiore se la trazione viene realizzata con collo flesso. Crue ha difatti dimostrato che il maggior allargamento dei forami si ottiene con trazioni effettuate sul collo flesso di 20 gradi.

  1. Decontrazione muscolare

Questo effetto è prevalentemente realizzato dalle trazioni intermittenti.

Tecnica di applicazione

Le trazioni cervicali vengono effettuate nel seguente modo:

1) Il capo va posizionato in lieve flessione. La mentoniera deve essere applicata in modo che la forza della trazione agisca sulla regione occipitale. 2) Il paziente deve essere completamente rilassato. Conviene effettuare applicazioni di termoterapia esogena o di massoterapia cervicale prima della trazione.

3) Le trazioni possono essere effettuate in posizione verticale od orizzontale.

Le trazioni orizzontali assicurano un maggiore allontanamento dei corpi vertebrali a parità di forza traente, perché provocano maggiore rilasciamento muscolare.

Questo tipo di trazione va effettuato con paziente in decubito supino e con angolo di trazione (cioè l'angolo formato dalla forza applicata con l'asse del rachide) di circa 45 gradi.

Le trazioni verticali vanno effettuate con paziente seduto su una sedia e con angolo di trazione di circa 30 gradi in modo da avere il rachide cervicale in posizione di semiflessione.

4) Non esiste accordo unanime degli autori sui parametri di durata e di forza traente da utilizzare.

Maigne, per esempio, consiglia le trazioni continue della durata di 1-2 ore con forza traente di 5-10 kg.

La scuola di I. Colombo, invece, impiega le trazioni intermittenti con forza traente di 15-20 kg, alternando 3 minuti di trazione e 3 minuti di pausa e ripetendo tale ciclo per 3 volte.

Nel nostro servizio si effettuano trazioni continue della durata di 20 minuti e con forza traente di 5-7 kg.

5) La forza traente va aumentata gradualmente; non si deve mai applicare sin dalla prima seduta la massima trazione, perchè un'intensità troppo elevata scatena una marcata contrattura riflessa dei muscoli paravertebrali ed un restringimento dei forami di coniugazione.

Per esempio, si inizia con una forza traente di 3-4 kg e si aumenta in ogni seduta successiva di 1/2-1 kg sino al massimo desiderato.

6) Si effettuano cicli di 10-15 sedute.

Indicazioni

Le trazioni vengono utilizzate per il trattamento delle seguenti patologie:

1) Cervicalgie acute e croniche

In queste patologie la trazione permette di vincere la contrattura muscolare antalgica.

2) Cervicobrachialgie di origine meccanica

Rappresentano un'indicazione classica delle trazioni le brachialgie secondarie a compressione delle radici da parte del disco intervertebrale degenerato o da becchi osteofitici.

3) Sindrome di Barré-Lieou

4) Contratture muscolari cervicali

Controindicazioni

Le trazioni sono controindicate in presenza di quelle situazioni che compromettono la resistenza e la stabilità del rachide cervicale. Rappresentano, pertanto, delle controindicazioni:

1) Osteoporosi grave

2) Neoplasie vertebrali

3) Malformazioni verrebrali e vascolari

4) Malattie reumatiche in fase attiva

(Artrite reumatoide, spondilite anchilopoietica, spondilodiscite)

5) Spondilartrosi evoluta

Sono una controindicazíone ì becchi artrosici disposti a ponte tra corpi vertebrali contigui.

6) Colpi di frusta recenti

Le trazioni sono controindicato perchèé l'evento traumatico può aver provocato lacerazioni legamentose e compromesso la stabilità del rachide.

7) Insufficienza vertebro-basilare

Effetti indesiderati

Le trazioni vanno sospese se, durante il trattamento, compaiono disturbi dell'irrorazione cerebrale (lipotimie), riacutizzazioni della sintomatologia dolorosa e segni neurologici, che testimoniano l'aggravamento della comressione radicolare.

mercoledì 16 febbraio 2011

Materassina l'esperanto dei lottatori

Ci tengo a condividere un articolo del mio amico Andrea "Battistacca" Lavaggi, recente medaglia d'argento all'europeo di Lisbona, apparso qualche giorno fa sul suo blog. E' un pensiero che condivido al 200%....:

"Se 20 anni fa ci fosse stata la diffusione del nostro sport che c’è adesso ora conoscerei più il mondo e avrei amici in ogni dove.
Detto questo - ed invidiando la fortuna dei miei giovani allievi - non posso lamentarmi …. meglio tardi che mai. Se uno ha visto le tenebre apprezza maggiormente la luce.
Quando mi sposto cerco sempre una palestra di bjj, grappling o libera in cui allenarmi, è diventato un nuovo modo di fare amicizia e conoscere luoghi nonché persone simili a me.
E’ difficile trovare un lottatore con cui fai sparring che non diventi tuo amico, con la maggior parte delle persone che ci circondano e che frequentiamo abitualmente non condividiamo un’ esperienza così intensa e viscerale come la lotta.
Lottare unisce, e nei miei viaggi l’ho appurato più e più volte, nonostante gap linguistici, religiosi, culturali, colore della pelle, stato sociale e puttanate varie, lottare mi ha fatto conoscere persone meravilgiose. Lottare è comunicazione (qs l’ho sentito un un’intervista a Yuki Nakai), la lotta è un linguaggio comune a tutti i popoli … la materassina è l’esperanto dei lottatori.
Ti dai la mano, fai il gesto convenzionale e via con le danze, a cosa serve parlare,? Risp: “A nulla”; una leva è una leva, un atterramento è un atterramento, una posizione di dominio è una posizione di dominio. Si comunica senza parlare, si fa amicizia in una maniera primitiva e profonda.
I lottatori li riconosci per strada, un lottatore non da la mano ti abbraccia, fanno gesti strani, hanno facce truci ma solari, orecchie spesso deformi ed avambracci solidi (anche le mezze).
Spiego il pensiero citando il mio fratello Thomas Erba…lo abbraccereste mai un uomo sudato per strada, la risposta è no. Però tutte le sere lottando non vi ponete lontanamente il problema, è naturale è lotta.
Ti ammazzi letteralmente di botte prendi colpi che stenderebbero qualsiasi persona normale, sanguini copiosamente o ti cospargi del sangue altrui senza battere ciglio e con il sorriso, questa è la lotta (ieri il mio sparring si è bloccato tre volte per crampi ed ha sempre continuato dopo - andatelo a dire ad un calciatore-). Ti lamenti degli acciacchi, ma sai benissimo che il tuo dirimpettaio è conciato peggio, sei esausto ma sorridente, è normale è lotta. Che tu sia jutsuka, lottatore o grappler le sensazioni non cambiano. La lotta unisce e non serve parlare, si a volte è violenta, si a volte è poco salutare, come tutte le cose che vale la pena vivere. Lottare aggrega fortifica lo spirito e tempra il corpo, crea legami che vanno al di là della sola amicizia. Lottare è per molti ma non per tutti. La fatica è parte integrante del gioco ed elemento fondamentale, è reale ed è condivisa, non si diventa forti facendo movimenti all’aria o tirando calci al vento, si migliora assieme ai propri compagni, non esiste un aliud pro alio o ti fai il mazzo e combatti o rimani una pippa, non si diventa forti facendo forme e guardando video, è una serratura a doppia mandata legata indissolubilmente all’altrui presenza. Senza un compagno volitivo non si progredisce ed è per questo che si creano forti legami ed è per questo che chiamiamo fratelli i nostri compagni.
RGC Sestri sudore condiviso".

domenica 16 gennaio 2011

Perchè Jiu Jitsu?

Semplicemente perchè è il meglio che posso fare per me e per gli altri.
Ho molti interessi, che spaziano dalla fotografia alla pesca subacquea, dai viaggi alla ciclistica, ma niente che mi abbia cambiato la vita come il Jiu Jitsu stile brasiliano.
Ho insegnato per anni anche la kickboxing e il ju jitsu stile tradizionale. Niente che mi desse la soddisfazione e la consapevolezza di lavorare al mio massimo come il BJJ.
Attraverso di esso ho aumentato la confidenza con me stesso e con le altre persone, la mia autostima, il mio equilibrio...Perciò credo che sia il meglio che posso offrire ad altre persone....Affinchè godano dei benefici di cui sto godendo io....Affinchè siamo ogni giorno persone un pò migliori e parte di un mondo un pò migliore.
Non vorrei esagerare, essere retorico o scontato, ma se il motivo per cui pratico fosse solamente la forma fisica o l'autodifesa probabilmente avrei smesso già da tempo o comunque non sarei stato sulla materassina tutti i giorni come faccio ormai da molti anni.
C'è sicuramente una componente narcisistica nell'insegnamento, quella che ti fa dire:" guarda, il mio allievo ha vinto questo o ha battuto quello....", ne sono consapevole e penso che entro certi limiti sia giusto che esista. Non deve mai però essere paragonabile a quella, ben più profonda, descritta in precedenza.
Il jiu jitsu è un sistema di autodifesa e combattimento meraviglioso, lo stile puro empiricamente dimostrato come il più effiace, una splendida via da percorrere nell'evoluzione ed un motivo di aggregazione fortissimo per persone simili. Ho conosciuto solo persone fantastiche sulla materassina, intendo i veri praticanti (tralascio quelli che sulla materassina raccontano a tutti, inclusi se stessi, di esserci.....Ma non ci sono mai stati), quelli che si allenano, sudano e lottano. Una miriade di amici, quelli che fanno del mio lavoro un "comunity work".
A tutti voi dico grazie per il cammino percorso fin qui....Ogni anno è un crescendo, ogni anno siete sempre di più e più affiatati, nelle vittorie, nelle sconfitte, negli screzi, nei viaggi e nelle uscite insieme. Nei momenti di euforia e in quelli di piccola depressione.
W RGC.

Bernardo

mercoledì 8 dicembre 2010

L'onestà dell'insegnante....

Ultimamente, è il caso di dirlo, mi sembra di trovarmi di fronte a corsi e ricorsi storici come mai prima, ovviamente in ambito marziale ed in termine di contatti con vecchi compagni/amici di allenamento.
Mi ritrovo cosi a riflettere più del solito sul mio rapporto con gli allievi e a quanto essi possano essere soddisfatti o meno da esso. Penso a tutte le ore passate sul tatami, a quelle passate fuori da esso, ma sempre comunque connesse ad esso, come cene, trasferte ed occasioni di divertimento comune passate insieme....Mi chiedo: "sarò sempre stato onesto con loro?" "Avrò talvolta disatteso le loro aspettative?" "Avrò sempre trasmesso loro il giusto ed il mio massimo, in termini di tecnica e di etica marziale ed umana?""Mi sarò sempre relazionato correttamente con ognuno di loro, anche coi soggetti più difficili?"
Trovare risposte a tutte queste domande, a livello oggettivo, non credo sia pienamente possibile, perciò mi limito a mettere per iscritto cosa secondo me è importante ai fini di una proficua pratica e crescita INDIVIDUALE all'interno della scuola....Scritto in maiuscolo perchè troppi cosiddetti "maestri" sotto definizioni come "tradire la scuola" si dimenticano che la scuola è fatta comunque da individui e nessuno di essi vuole annullare se stesso per un principio molte volte comodo solo a chi detiene lo scettro di comando.
Personalmente sono un insegnante con i miei allievi ed un allievo con il mio maestro Roberto Atalla...E guai se cosi non fosse....Ricordarsi sempre il motto del grande Renzo Gracie: "Una cintura nera è una cintura bianca che non ha perso la voglia di imparare". Questo lo ritengo il primo, imprescindibile principio!
Quando insegno/apprendo, sono sempre aperto al massimo e pronto ad ogni confronto, con chiunque si ponga con rispetto. Per questo le mie lezioni sono "open" ai dubbi e alle conseguenti domande, cercando di togliere/togliermi ogni dubbio possibile....I miei seminari sono quanto più possiile ricchi di dettagli e mai "avari" di tecniche....Chi insegna per puri scopi commerciali non gode della mia stima. Secondo principio!
Chi insegna/combatte, non deve inoltre mai scordarsi che ha gli occhi addosso degli allievi/compagni di squadra...Deve perciò essere sempre di grande esempio e portatore di valori positivi. Per questo cerco sempre di lottare in prima persona, in gara, ed in palestra con ogni allievo. La lotta è gioia del confronto e scambio di sudore....Si cementifica un rapporto non possibile cosi profondamente in altri modi. I pusillanimi ed i bulli non troveranno casa nella nostra scuola....I primi strisceranno da altre parti con la loro cintura blu a vita, gli altri cammineranno temporaneamente a petto gonfio nell'attesa di rompersi la testa su qualche sasso più duro di loro (e c'è sempre). Questo è il terzo principio!

Un rapporto umano/professionale non deve che basarsi sull'onestà...Ogni errore sarà ammesso da entrambe le parti, purchè sia in buona fede....Un allievo è prima un amico che condivide la tua stessa passione e poi uno studente....Comunque MAI un cliente, nè tantomeno, contemporanemente, un allievo quando si tratta di portare la bandiera della scuola e un cliente quando si tratta di pagare le retta mensile!!!

Osu a tutti!